- Ciampolo di Meo degli Ugurgieri,
Eneide volgarizzata, av. 1340 (sen.): " e già [[...]] le Parche filano a Lauso l'estreme fila...".
- Giovanni BOCCACCIO,
Esposizioni sopra la Comedia di Dante, 1373-4 (fior.): "Tullio, il quale le chiama Parche, in libro De naturis deorum, scrive queste essere state figliuole d'Erebo e della Notte [[...]] Sono, oltre a' propri nomi, chiamate queste Fate da Tullio Parche; e credo le chiami così per contrario, per ciò che esse non perdonano ad alcuno".
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Scheda di redazione - TLIO - 23/12/2019